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Addio al toponimo TRIVERO. Di chi la colpa?

Dopo la fusione tra i comuni di Mosso-Soprana-Trivero e Vallemosso, con la nascita del nuovo Comune Valdilana, scomparirà per sempre il toponimo TRIVERO

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Addio al toponimo TRIVERO, all’interno del nuovo Comune di Valdilana non esiste nessuna località che si chiama o si chiamerà “Trivero“.

Se vai su Google maps e digiti la parola Trivero, da ora in avanti Google ti indicherà la frazione Trivero di Pettinengo.

Nessun riferimento ad uno dei comuni più antichi del Biellese Orientale.

La ragione? Te la spiego in questo articolo.

Il toponimo Trivero in un celebre romanzo storico: Il Nome della Rosa

Lo ha citato più volte persino Umberto Eco nel celebre romanzo letterario Il Nome della Rosa, parlo di Trivero.

Nel capitolo “Terzo Giorno, dopo compieta” Umberto Eco scriveva:

«Sul finire dell’anno 1305, l’eresiarca (Fra Dolcino ndr) fu costretto però ad abbandonare la Parete Calva, lasciando i feriti e i malati, e si portò nel territorio di Trivero, dove si arroccò su un monte, che allora veniva chiamato Zubello e che da allora in poi fu detto Rubello o Rebello, perché era divenuto la rocca dei ribelli alla chiesa».

Poi nel capitolo “Quinto Giorno, nona”

«…Ed eri con loro quando rasero al suolo e diedero alle fiamme i villaggi di Mosso, Trivero, Cossila e Flecchia, e molte altre località della zona di Crepacorio e molte case a Moritgliano e a Quorino, e incendiarono la chiesa di Trivero imbrattando prima le immagini sacre, strappando le lapidi dagli altari, rompendo un braccio alla statua della Vergine, saccheggiando i calici, gli arredi e i libri, distruggendo il campanile, rompendo le campane, appropriandosi di tutti i vasi della confraternita e dei beni del sacerdote?»

É un dato di fatto…

Nel territorio dell’ex Comune di Trivero non esiste alcuna località che porti il nome “TRIVERO”

Per i triveresi, ma più in generale per gli abitanti del Biellese orientale, dire “vado a Trivero” voleva dire, andare a Trivero alto: Centro Zegna, Lora, Matrice ed immediati dintorni.

Se qualcuno intendeva andare nella parte bassa del comune, specificava Ponzone, Cereje, oppure Pratrivero.

Questa frivolezza per via di antiche rivalità tra parte alta e bassa dello stesso Comune.

Ma anche per via di malcelate ambizioni degli abitanti della frazione Ponzone di potersi un giorno staccare da Trivero e formare un Comune autonomo.

Ambizione messa a tacere con la nascita dell’ufficio di delegazione del Comune, nel condominio Santa Maria di Ponzone.

Il problema della perdita dell’antico toponimo non esiste per Mosso Santa Maria e per Valle Mosso.

Oggi con la nascita di Valdilana, Mosso torna ad essere Frazione Mosso Santa Maria come in origine, prima della fusione con il comune di Pistolesa.

Frazione Valle Mosso è invece l’ex abitato di Valle Mosso con tutte le sue vie interne che mantengono il proprio nome, pur nonostante ora sia stato aggiunto il sostantivo “Frazione” alla località.

Accade quanto sta accadendo a Trivero anche a Soprana, anche qua non esiste una frazione che porti il nome “Soprana” perciò anche questo toponimo cadrà nell’oblio.

EXTREMA RATHIO

Vogliamo evitare la perdita del toponimo Trivero?

Basta dare all’area delimitata tra le Vie Roma e Via Marconi il nome di Frazione Trivero così da non dover sopprimere il nome di Frazione Lora o Frazione Gioia o da dover perdere il toponimo Trivero sulle mappe.

Non è tanto difficile arrivarci o un compito così arduo è troppo impegnativo?

Riusciranno i nostri intrepidi e lungimiranti amministratori a prendere una decisione così banale?

La soppressione di un toponimo: perdita di un valore storico. Perdita di cultura

Dal momento che nel territorio del nuovo Comune di Valdilana non esiste alcuna località che porti il nome Trivero, entro breve periodo questo toponimo andrà perso, cadendo nell’oblio.

Vorrei sottolineare che non sono mai stato contrario alla fusione dei quattro comuni che hanno dato vita a Valdilana.

Il cambiamento ed il rinnovamento non sono mai stati dei difetti, ma semmai dei pregi.

L’innovazione ed il cambiamento hanno plasmato la storia dell’uomo.

La specie umana si è evoluta nel tempo, e tutto ciò che è nuovo va sempre ben accolto, se questo tende a migliorare la qualità della vita.

Ora, con l’arrivo di Valdilana, il rinnovamento andrà a discapito di un innegabile valore storico.

In Italia sono molti i comuni che si sono fusi, accorpati, uniti tra loro

In molti casi si è optato per l’aggregazione di nomi, come puoi leggere in questo mio articolo NUOVI COMUNI DELLE PROVINCE DI BIELLA E VERCELLI, per esempio, la fusione tra Cerreto Castello e Quaregna ha originato il nome di Quaregna Cerreto.

In Valsesia la fusione tra i Comuni di Cellio e di Breia ha originato il nome di Cellio con Breia.

Anche nel resto del Piemonte vi sono stati altri accorpamenti come puoi leggere in quest’altro mio articolo: I NUOVI COMUNI DEL PIEMONTE.

Nel Novarese l’accorpamento tra Gattico e Veruno ha originato il nome Gattico-Veruno.

Insomma, il toponimo Valdilana non è assolutamente un brutto nome, anzi, è assai ben rappresentativo delle eccellenze del nostro territorio

Resta però il fatto che, per le colpe di alcuni ostinati retrogradi, saldamente ancorati alle loro anacronistiche ambizioni di tutela a tutti i costi dell’orticello e del campanile, ora a pagarne le spese sarà l’intera comunità Triverese.

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Immagine di Trivero, frazioni alte nei pressi del Lanificio E. Zegna visti dalla Strada Panoramica Zegna

LA MORTE💀 DEL TOPONIMO TRIVERO. DI CHI LA COLPA? 👿

Che sia colpa dell’ignoranza?

Forse si tratta di mancanza di cultura?

Magari di inefficienza o pigrizia di alcuni?

Mancanza di coraggio?

Assoluta assenza di senso logico degli amministratori o di chi ha gestito la toponomastica?

Scarsa volontà di mettere il dito tra moglie e marito (Ponzone e Trivero)?

Magari semplice e banale ingenuità.

Banale, ma non giustificabile da parte di chi è chiamato a pilotare un aereo che se non adeguatamente pilotato va in stallo e cadrà, così come sta accadendo al toponimo Trivero che, a breve finirà dritto dritto nell’oblio!

Dovremo poi andare a recuperare la scatola nera per capire di chi è stata la colpa?

Quanto sta per accadere al toponimo Trivero è soltanto la punta di un iceberg

Di esempi ce ne sono anche altri.

ORESTE GILETTI

A Trivero-Ponzone, esisteva una via privata intitolata ad un personaggio storico che nella frazione Ponzone si è distinto per il suo pensiero ed opere filantropiche.

Oreste Giletti, padre di molte opere sociali che non servono soltanto la locale frazione ma anche il resto del circondario.

Un intero condominio per le proprie maestranze, un Cine-Teatro, un Poliambulatorio, una delle prime scuole specializzate per le maestranze, un asilo, e persino la Chiesa Parrocchiale, costruita col cemento armato frutto dei suoi lasciti.

Medaglia d’oro della Pubblica Istruzione nel 1924. Non è bastato.

Quando il Comune di Trivero è entrato in possesso della via privata divenuta comunale, che ha fatto chi in municipio è stato chiamato a perfezionare il trapasso?

NULLA! O MEGLIO: HA FATTO IL PEGGIO

Ha pensato bene di far togliere la targa dalla prima casa prossima alla Chiesa e di “alienare” il toponimo Oreste Giletti, così da tarpare l’ambizione dei Ponzonesi di poter “addirittura” attribuire nomi alle proprie vie, così da non sembrare più un villaggio di montanari o pecorai.

Oggi Via Privata Oreste Giletti, ovviamente non esiste più.

Al posto del locale toponimo “Oreste Giletti”, oggi la via è rigorosamente PRIVA DI NOME!

LA NASCITA DI VALDILANA, L’OCCASIONE GIUSTA PER SANARE VECCHI RANCORI E SOPRATTUTTO PER METTER ORDINE NELL’ONOMASTICA E STRAVAGANTI NUMERAZIONI DEGLI STABILI

Come ha più volte riportato sul giornale locale Notizia Oggi o su La Stampa il giornalista Matteo Pria, Trivero è rimasto a lungo ostinatamente, un villaggio di montagna che non si è mai voluto far diventare un moderno centro urbano.

Anche in questo caso dobbiamo domandarci di chi sia la colpa?

Dopo le segnalazioni fatte dal giornalista Matteo Pria che spiegava come, a Trivero si sia per decenni operato in barba alle leggi che regolano l’onomastica, mi è stato risposto da più parti che, a Trivero si è sempre agito (impropriamente) al fine di evitare che queste modifiche  potessero generare inutili costi alla comunità.

Una maniera come un’altra per non perder voti e rimanere ostinatamente incollati alla propria poltrona, e chi-sene-frega se a rimetterci è il progresso e la civiltà, nonché la congrua omogeneità dell’onomastica e dell’ordinata viabilità.

Il regolamento che regola l’attribuzione dei nomi e numeri civici a strade e fabbricati, non è certamente segreto o accessibile solo a pochi.

É facilmente reperibile sul web e fa riferimento alle seguenti norme:

In buona sostanza, tra tutte queste Leggi e Decreti si dice che:

Ad ogni strada presente sul territorio comunale, asfaltata o no, purché transitabile, va attribuito un nome che va apposto ad inizio strada con una targa, preferibilmente in materiale di colore bianco ed in formato 19×12 che indichi chiaramente il nome della strada stessa.

Qualcuno ha obiettato che, dando un nome alle vie di Trivero si sarebbe perso il sostantivo “Frazione”, che da “sempre” contraddistingue il territorio comunale

ERRATO!

L’uso del sostantivo Frazione nel territorio comunale di Trivero è tutt’altro che antico.

Fino a metà del ‘900 infatti tutti i centri abitati di Trivero e Portula sono detti “CANTONI”

Nel territorio di Trivero si notano, tra piccoli e grandi i seguenti Cantoni: (…)

In tutto sono 37 Cantoni.

A questi si aggiunge recentemente, cioè nel 1947, un ultimo: il Cantone Zegna, per richiesta della Ditta F.lli Zegna di Angelo, in seguito all’edificazione aggiuntasi a nord dello stabilimento, deliberato dal Comune il 15-6-1947.

La zona venne delimitata (con tutta la calma del caso ndr) solo in data 26-4-1952 dal geom. Valli. In totale sono ora n. 38 Cantoni*.

*Dai registri comunali di Trivero – note riportate da Remo Valz Blin, «Le Comunità di Trivero e Portula» Tipografia S.p.a.T.E.B. 1973.

Una strana avversione degli amministratori Triveresi verso la toponomastica

Forse qualcuno tra i passati e presenti amministratori ha pensato o pensa che la parola toponomastica abbia a che fare con i topi?

Diversamente non si capisce il perché di tanta avversione verso questa branca della linguistica italiana.

Giusto per non infierire, la toponomastica è (fonte wikipedia) la parte della linguistica che si occupa dell’insieme dei nomi attribuiti alle entità geografiche e si dedica al loro studio per approfondirne le modalità di formazione e diffusione sul piano geografico e storico.

Consultando l’efficientissimo archivio storico del Comune di Trivero, ma anche solo leggendo vari libri che trattano del territorio e che traggono informazioni dall’archivio stesso, si evince che sono moltissimi i toponimi che, ancora di uso comune e corrente, sono però andati persi nei documenti ufficiali in municipio.

Fino a pochi decenni fa sulle case della frazione Ponzone, per esempio, esistevano targhe che indicavano il nome di altrettanti piccoli Cantoni

Cantone Posta, Cantone Prelle, Cantone Pera, giusto per citarne alcuni.

Tutti toponimi finiti magicamente nel dimenticatoio

Nel libro «Il Paese che non c’era – La valle del Ponzone dal Medioevo all’industria» a cura di Giovanni Vachino, edito da DocBi – Centro Studi Biellesi, 2013, si può leggere di ben 180 toponimi presenti nella sola valle del Ponzone.

Senza contare poi tutti quelli appartenenti ai quartieri alti, altro sostantivo, “quartieri” in uso fino alla metà del novecento e poi sparito magicamente nel nulla.

Per quanto arretrato, il territorio di Trivero, dal punto di vista dell’organizzazione comunale, era già più moderno, armonico e ben organizzato rispetto ad oggi.

Su 180 antichi toponimi soltanto 14 sono ancora ufficiali

Che fine hanno fatto tutti gli altri toponimi?

Spariti nel nulla, nonostante gli abitanti della vallata, molti di questi toponimi continuino ad utilizzarli nelle narrazioni o per indicare alcuni luoghi della vallata.

La località Bastìa non esiste più, ma esiste però il Monte Bastìa al confine tra l’ex comune di Trivero, Strona e Valle Mosso.

Il toponimo Roviore è di uso corrente e finalmente, soltanto oggi un cartello stradale indica “Località Roviore”.

Ci sono voluti cinquant’anni perché chi di dovere potesse prendere atto che a Ponzone c’è una località discosta dal centro cittadino che tutti chiamano comunemente Roviore e non Ponzone e la indicasse con un cartello stradale.

Ponzone è un toponimo recente

Fino alla fine dell’ottocento, la località si chiamava Bocchio o Prato di Bocchio, poiché con la parola Ponzone si indicava fino ad allora, soltanto l’omonimo torrente.

Viasca era il nome del territorio adiacente al basso corso del Torrente Viasca.

Pramorisio e Zerbione sono due antichi toponimi uniti, oggi esiste soltanto il toponimo Pramorisio.

Case di Spianato indicava l’attuale Cantone Spianato di Cereje.

Pian della Vigna indicava invece i prati adiacenti al Rio del Piano delle Vigne.

Grillero Superiore e Rassa indicavano 2 aree adiacenti di cui oggi rimane soltanto la Frazione Grillero.

Il Cantone Vaudano oggi è Frazione Vaudano.

Il Cantone di Trabaldo è ancor oggi un Cantone della Frazione Cereje.

Casa Tonella o Campassone oggi è il Cantone Tonella di Cereje.

Cereje oggi è Frazione Cereie o Cereje. Nei documenti ufficiali da poco è diventato Cereie abolendo la J o i lunga.

Case d’Albert oggi è il Cantone Alberto di Frazione Cereje.

Cantone Pelizaro è l’attuale Cantone Pellizzaro o Pelizzaro di Cereje (nessuno ha ancora mai capito come si chiami realmente perché su ogni mappa è citato con un nome differente).

Rivazza è l’attuale località di Pratrivero da tutti nota come Rivaccia ma non esiste alcun cartello che indichi la presenza di questa località.

Cantone di Fila è l’attuale Frazione Fila.

Cantone di Giardino è invece l’attuale Frazione Giardino.

Importanti toponimi andati persi per incuria e leggerezza

Le Vaure ed il Narond

Memori di antiche, estenuanti ed insistenti contese le terre delle Vaure e del Narond, sono da tutte note (a Mezzana, Soprana e Ponzone) come le terre di confine tra il Comune di Trivero ed il Mortigliengo.

Si trattava di gerbidi ovvero terreni fortemente ferrettizzati, poveri di sali di calcio, caratterizzati da brughiere che occupavano ben 1 milione di metri quadrati.

I due toponimi si sono persi dalla seconda metà del novecento.

Pot è un’altro toponimo che ricorre in qualunque documento ufficiale fino a che non è stata istituita la Frazione Polto.

Le Quare, sono note a tutti gli anziani ponzonesi, oggi nessuno sa più dove si trovassero poiché questo toponimo è andato perduto.

STRADE SENZA NOME

Sembra quasi che gli amministratori che si sono susseguiti tra la seconda metà del novecento ed i giorni d’oggi abbiano avuto una sorta di idiosincrasia nei confronti dei nomi delle strade.

Ancora una volta si sono dimostrati lungimiranti e “moderni” i triveresi dell’ottocento, assai meno quelli moderni.

Fino alla seconda metà del novecento ogni strada di Trivero aveva un suo nome

La “Strada della Lana” o “Strada di Ponzone”

Fu asfaltata nel 1945 divenendo poi l’attuale Strada Provinciale Biella-Valsesia, l’attuale SP200 II tronco, da tutti i Ponzonesi nota ostinatamente come “Via Provinciale“, nome questo ostinatamente negato da tutte le amministrazioni che si sono susseguite in epoche moderne e che non hanno mai voluto ufficializzarne il nome.

C’erano poi la Strada della Dogana che si dipartiva da Portula e raggiungeva le frazioni di Ferrero e Lora.

Oggi questa Strada è intitolata dalla Provincia di Biella “Strada Provinciale Ermenegildo Zegna” ma per il Comune di Trivero questa Strada è stata Via Roma (oggi Viale Roma) dal Ponte Lora a Frazione Gioia, poi il toponimo Via Roma sparisce nel nulla nell’adiacente Frazione Ferrero.

La Strada che attraversa le frazioni Guala-Ronco-Vico-Rondò e termina al confine con l’ex Comune di Valle Mosso era detta Via di Fango.

Oggi la Provincia di Biella ha una fermata degli autobus presso la località Ponte Fango (parte bassa della località Barozzo) (dall’antico nome di Via di Fango), ma per il Comune di Trivero la località Ponte Fango non esiste.

Pure la nota Strada Panoramica Zegna, ex Strada Statale 232 per il comune di Trivero non si chiama Strada Panoramica Zegna ma Frazione Zegna mentre invece la Strada è priva di nome.

Puoi leggere i dettagli relativi alle antiche Strade di Trivero in questo mio vecchio articolo.

Tutti gli antichi toponimi riguardanti le Strade Triveresi sono stati cancellati dai documenti ufficiali

Sarebbe stato comprensibile cancellare nomi di scrittori, musicisti o personaggi che non hanno nulla a che fare con il territorio ma cancellare gli antichi toponimi, mi si permetta di dirlo, è sinonimo di ignoranza, di ristrettezza mentale e di mancanza di cultura.

Senza se e senza ma.

Oggi che nasce Valdilana occorre rifare tutta la cartellonistica stradale.

Occorre rifare tutti i documenti dei cittadini e delle attività presenti sul territorio.

Quale occasione migliore per mettere finalmente un po’ d’ordine in questa giungla selvaggia che è il territorio di Trivero?

STRADE SENZA NOMI, DATI FORNITI A GOOGLE MAPS ERRATI, GEOREFERENZIAZIONI ERRATE

E nulla, a Trivero non c’è proprio verso di avere qualcosa che riguarda la geografia del territorio, che sia corretto e congruo al resto del nostro paese.

Se varchi i confini dell’ex Comune di Trivero scopri che il tuo cellulare non segna più il nome della Frazione in cui ti trovi ma, ovunque tu sia, segna “Trivero-Pratrivero-Ponzone”

Perché indaffararsi a mappare il territorio e georeferenziarlo se si può usare un nome che non fa torto a nessuno ovunque tu ti trovi?

Con il nome “Trivero-Pratrivero-Ponzone” chi ha mappato il territorio, ha ben pensato di non far torto a nessuno e di avere pochi rompimenti di scatole nel dover svolgere questo noiosissimo ed inutile lavoro.

GEOREFERNZIAZIONE

Per gli amministratori locali che non conosco il significato di questo strano termine moderno, significa (fonte Wikipedia) l’attribuzione a un dato luogo, di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica; tale posizione è espressa in un particolare sistema geodetico di riferimento.

Eppure dovrebbero conoscerlo visto che, la georeferenziazione catastale si basa sulla direttiva dell’Agenzia del Territorio del 27/05/2008 che prevede l’acquisizione di almeno 9 punti tramite 2 modalità, la prima con il rilevamento manuale di 9 crocicchi all’interno della mappa, la seconda l’intersezione degli stessi punti tramite i parametri rilevati nella cornice della mappa.

A Trivero anche le fotografie non sono georeferenziate / geolocalizzate

Può sembrare una stupidaggine, una frivolezza ma l’utilizzo della tecnologia non la fermi certo ostinandoti a rifiutarla, osteggiandola o fornendo agli enti preposti informazioni errate.

Eppure, non si capisce come, in qualunque zona d’Italia, se scatti una fotografia con una macchina fotografica digitale dotata di GPS, i dati exif della fotografia stessa ti dicono quando la fotografia è stata scattata, ma soprattutto il nome della via ed il numero civico dell’abitazione in cui l’hai scattata.

Nel territorio dell’ex Comune di Trivero invece, ovunque tu sia, ti appare Trivero-Pratrivero-Ponzone, senza numero civico, così come appare sul tuo cellulare.

Segno evidente che anche la direttiva dell’Agenzia del Territorio del 27/05/2008 così come le Leggi e Decreti sull’Anagrafica e Toponomastica a Trivero non solo non trovano applicazione ma, qualcuno si ostina caparbiamente ad ignorarle.

IL NOME DELLE FRAZIONI AL POSTO DEL NOME DELLE VIE

Qualcuno dopo aver letto gli articoli pubblicati sui giornali, mi ha risposto che la situazione della viabilità triverese è stata sanata da tempo.

Ovvero, si è ovviato (impropriamente) alle disposizioni di Legge, attribuendo a tutte le Strade che sono incluse nell’area di mappatura frazionale, il nome della Frazione stessa.

Cioè, in una Frazione come la popolosa Ponzone, più di 20 strade tra la Strada Provinciale e le sue strade laterali che portano a Soprana, Pratrivero, Cereie o a gruppi di case che sono sorte nelle aree adiacenti alla via principale (Roviore, Belvedere –ufficialmente inesistente-, Via Privata O. Giletti –non più esistente-, Senso Unico Diagonale, Strada di fronte alla Pizzeria Italia, Senso Unico della Manifattura di Ponzone, Scuola Elementare) e 10 piazze e piazzette portano tutte invariabilmente il nome di Frazione Ponzone.

Nel corso degli ultimi anni in Frazione Ponzone sono sorte nuove piazze

La nuova Piazza del Mercato, la Piazza dell’ex area del mercato-Bonda, la Piazza del nuovo Centro Commerciale Coop, la Piazza del nuovo Centro Commerciale Conad.

Quando mi si dice che a Trivero non si sono dati i nomi alle vie o piazze per non dover gravare di costi aggiuntivi la popolazione costretta a dover rifare i documenti, qualcuno mi dica quali costi sarebbero ricaduti sulla popolazione dal momento che, per ora su queste Piazze non vi sono ancora abitazioni?

Il buon senso (e la Legge) suggeriscono che, con la creazione di una nuova Strada o Piazza, prima che vi si insedino abitazioni le si attribuisca un nome.

Attribuzione che non avrà che il costo di una targa in metallo da mettere all’ingresso della Strada o della Piazza. Semplicissimo come un’operazione elementare quale 2+2.

Non occorre essere dei geni con q.i. da 198 punti per capire una cosa così banale!

MA NON FINISCE QUA.
CHE DIRE DELLE NUMERAZIONI RIMASTE FERME AI PRIMI DEL 900?

Solo a Trivero per non perder tempo a dover mappare nuove Strade, Località, Quartieri, Cantoni, si può esaurire le lettere dell’alfabeto da apporre dopo il numero civico.

Succede pure questo…

Se parti dall’incrocio lungo la Strada Provinciale 112, Ponzone-Pratrivero-Gioia, nei pressi della ditta Barberis Canonico Vitale e ti porti verso la Frazione Cereie potrai scoprire che qualunque casa porta il numero 303 con le lettere dell’alfabeto che vanno dalla A alla Z.

Come puoi constatare nella mappa di seguito allegata, il colmo è che la lettera W sta all’esatto opposto della località rispetto alle lettere V, X, Y, Z.

Tra le lettere W e la Z ci sono di mezzo altre 10 lettere intermedie.

Ma se si dovesse costruire una nuova casa in zona, che numero prenderebbe? 303a-bis, 303a-tris etcetera? RIDICOLO!


Visualizza mappa ingrandita

Un postino che deve consegnare la posta nella località Rivaccia (questo è il toponimo non ufficiale ma che in paese tutti usano per questo quartiere di Pratrivero) deve fare zig-zag tra la parte Nord e Sud, andando ora avanti, ora tornando indietro, per trovare i numeri che non sono mai contigui.

Non è però il solo esempio, nella stessa Frazione anche il numero 179 si ripete all’infinito.

A Ponzone poi le stravaganze numeriche aumentano

Il numero 189 si ripete all’infinito nel nuovo quartiere che è nato di fronte alla Pizzeria Italia con tanto di tre nuove strade.

Nascono nuove case in un nuovo quartiere? Dai un nome alle vie ed una numerazione che inizi dal numero 1 dalla prima casa più prossima alla via principale.

No, molto più semplice fregarsene dell’armonia e mettere numeri a caso utilizzando lettere dell’alfabeto, finché ce ne saranno a sufficienza!

Il numero 89 si ripete all’infinito nella ex Via Privata O. Giletti di Ponzone.

A Roviore e la vicina Strada per Baltigati il numero 18 si trova ad inizio Ponzone, ma il 18 A e tutte le altre lettere si trovano nei pressi di Baltigati.

Tra il numero 18 ed il 18a ci sono di mezzo almeno altre 20 case.

Torna infinita la numerazione in quella che i ponzonesi conoscono come Località Belvedere ma che per il comune di Trivero, non esiste.

Qua sono i numeri 55, 56 e 57 che, con le proprie lettere aggiuntive, indicano i numeri civici di ogni casa presente nel quartiere.

Devo infierire oltre?

Direi che posso anche fermarmi, anche se di frivolezze ce ne sarebbero ben altre da raccontare.

LA NASCITA DI VALDILANA L’OCCASIONE GIUSTA PER SANARE LE INCONGRUENZE E METTERSI IN REGOLA CON LE LEGGI

Qua però il condizionale è d’obbligo poiché non è ancora detto che, nel piglia-piglia delle tante cose da fare per la nascita del nuovo Comune di Valdilana si trovi il tempo, la volgia ed il denaro per sanare queste mancanze che per alcuni sono solo delle frivolezze.

LE FRIVOLEZZE NON LO SONO PER I TURISTI O PER CHI UTILIZZA NAVIGATORI E APP

Oggi i turisti si muovono attraverso l’utilizzo delle App, di Navigatori fissi o mobili o App che ne simulano le funzioni.

Chi prenota un soggiorno presso l’Agriturismo Il Pascolo di Trivero, per esempio, potrebbe dover girare a vuoto dei minuti o anche ore prima di arrivare sul posto.

Anche in questo caso una incongruenza non da poco.

L’Agriturismo Il Pascolo si trova presso le Cascine Dazzo della Località Piane di Barbato ma, nei documenti del Comune di Trivero, l’agriturismo si trova in Frazione Barbato che dista più di un chilometro di distanza ma non solo, tra le Cascine Dazzo e la Frazione Barbato c’è di mezzo un’altra Frazione, la Brughiera.

Molte località sono georeferenziate in maniera forfettaria, imprecisa

Chi da Torino deve arrivare presso il punto vendita Ermenegildo Zegna di Trivero – Centro Zegna, facilmente si troverà di fronte al Municipio di Frazione Ronco perché, non si sa come, ma Via Marconi, 44 starebbe di fronte al Municipio.

Ero presente ad una riunione sullo sviluppo dei B&B nel territorio ed in cui la Signora Barbara Greggio, Segretaria del Consorzio Turistico Alpi Biellesi lamentava con il Sindaco Mario Carli incongruenze tra mappe cartacee e GPS ed assenza di indicazioni stradali efficienti.

Lo stesso Sindaco diceva di essere a conoscenza del problema pregresso ed ereditato da precedenti amministrazioni ma, di fatto a tutt’oggi non è stato fatto nulla per sanare quanto segnalato dalla Segretaria del Consorzio.

A Trivero i sentieri hanno un nome, le vie no

Grazie ad OpenStreetMap.org ed alle segnalazioni volontarie di privati o istituzioni, come nel resto d’Italia, anche a Trivero i sentieri hanno un nome.

I nomi vengono attribuiti, audite-autite, in base alle convenzioni locali utilizzando toponimi che vengono segnalati dalla locale popolazione o che guide o accompagnatori turistici deducono intervistando chi abita nei pressi del sentiero.

Curioso perciò che nel territorio di Trivero, tolte un paio di strade cui, alcune locali famiglie influenti hanno fermamente voluto fosse dato un nome, siano prive di nome, ma non i locali sentieri.

Non ti sembra un po’ un’idiozia?

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