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La Strada Panoramica Zegna – Oasi Zegna (Valdilana)

Costruita a partire dal 1938 dall'imprenditore tessile Ermenegildo Zegna, è una delle più importanti strade turistiche del Biellese

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PANORAMICA ZEGNA - OASI ZEGNA

Lungo la Strada Panoramica Zegna (ex Strada Statale 232)

Cartolina Strada Panoramica Zegna Oasi Zegna
Una cartolina degli anni ’60 dalla Panoramica Zegna

DA TRIVERO A BIELMONTE, POI GIU’ VERSO LA VALLE CERVO E DA LÍ FINO ALLA VALLE D’AOSTA

Fatta costruire a partire dalla fine degli anni ’30 dall’imprenditore tessile Ermenegildo Zegna, la Strada Panoramica Zegna porta il nome di una famiglia che si è ben spesa per il territorio

Ci troviamo nel territorio del comune di Valdilana.

Un nuovo comune nato dalla fusione di quattro importanti centri tessili del Biellese Nord Orientale.

Mosso, Soprana, Trivero e Valle Mosso.

Fino al 2018 la Strada Panoramica Zegna si trovava, nel suo secondo tratto (quello da dove partiva la strada in origine) nei comuni di Trivero, Mosso e Veglio.

Parte dalla rotonda del ‘Centro Zegna‘ all’incrocio tra Via Roma e Via Marconi.

Dopo che fu donata dalla famiglia Zegna allo Stato italiano, divenne la Strada Statale 232 ‘Panoramica Zegna’.

IL PRIMO TRONCO

Il primo tronco della strada parte da Villanova Biellese, poco distante dal casello autostradale di Carisio (A4) e, fino alcuni anni fa, giungeva a Trivero, attraverso Cossato e Valle Mosso.

Oggi questo primo tronco scorre nel tratto terminale del torrente Quargnasca, lungo il Rio Parlamento.

Attraverso una lunga serie di viadotti e gallerie, prosegue quale strada a scorrimento veloce e raggiunge Valle Mosso con la lunga ‘Galleria Berchelle‘ di 923 mt, che passa sotto al Bric Montalto, alle falde del Monte Rovella.

IL SECONDO TRONCO

Il secondo tronco collegava Trivero con Rosazza, in Valle Cervo, attraverso Bielmonte.

I lavori di completamento di questo tratto di strada proseguirono anche dopo la morte di Ermenegildo Zegna grazie ai finanziamenti stanziati dalla famiglia Zegna ed alcuni enti pubblici.

Nel 1977 questo secondo tronco fu finalmente completato raggiungendo la località Valmosca, all’incrocio con la provinciale per Piedicavallo nel comune di Rosazza in Valle Cervo.

Nelle intenzioni dell’imprenditore Ermenegildo Zegna, la strada avrebbe poi dovuto proseguire verso la Valle d’Aosta con la cosiddetta ‘Pedemontana Ermenegildo Zegna‘.

LA PEDEMONTANA DEL TRACCIOLINO

Nel 1960 fu progettato il proseguimento della ‘Panoramica Zegna’ (la ‘Pedemontana‘) fino ad Andrate.

Nonostante le buone intenzioni il progetto non ebbe però mai realizzazione.

Il Conte Ermenegildo Zegna morì infatti da lì a poco nel 1966.

Nelle intenzioni del progetto originale la ‘Pedemontana del Tracciolino‘ avrebbe dovuto proseguire da Rosazza fino al Santuario di San Giovanni d’Andorno.

Da qua avrebbe dovuto proseguire fino ad Oropa costeggiando il Monte Cucco e poi attraverso Andrate (TO) raggiungere la Valle d’Aosta.

Oggi da Rosazza è comunque possibile proseguire fino ad Andrate, lungo una stretta e ripida strada che si inerpica dalla frazione San Giovanni d’Andorno lungo la Rocca Colondaro.

Da qua la strada, finanziata con soldi propri dal Senatore Federico Rosazza, prosegue verso Oropa con la stretta ‘Galleria Rosazza‘ lunga 367 metri, inaugurata il 17 Luglio 1897.

Questa galleria passa sotto al Colle della Colma (1.627 mt) e con una serie di stretti tornanti raggiunge il Santuario di Oropa.

Dal Ponte Concresio in Valle Cervo fino ad Oropa questo tratto di strada è lungo circa 14 chilometri.

Il sentiero detto ‘Tracciolino‘, avrebbe dovuto essere la prosecuzione naturale della Panoramica Zegna

Oggi esiste una Strada provinciale la numero 512, che percorre il tracciato del ‘Tracciolino‘ e poi delle ‘Slavine’ (Trappa e Bossola) fino alla località Pontije di Andrate.

Questo percorso scorre attorno al Monte Cima Cucco ed è tutto percorribile in auto.

Attraverso i territori alti di Sordevolo, Graglia e Netro.

Oggi il collegamento tra Oropa ed Andrate è garantito dalla Strada Provinciale 512.

LE DISTANZE TRA LE LOCALITA’

Da Villanova Biellese a Bielmonte il percorso misura 41,2 chilometri.

Il tratto Bielmonte-Andrate misura invece 51,2 chilometri.

Il percorso intero da Villanova Biellese ad Andrate misura perciò 92,4 chilometri.

Dal Centro Zegna di Trivero a Rosazza il percorso misura 26 chilometri.

Sempre dal Centro Zegna ad Oropa il percorso misura 37,5 chilometri.

Da Oropa ad Andrate il percorso è lungo circa 24 chilometri.

Dal Centro Zegna di Trivero ad Andrate il percorso misura 67,1 km e si percorre in circa 1:55 minuti / 2 ore.

LE ORIGINI DELLA STRADA PANORAMICA ZEGNA

Strada Panoramica Zegna
Strada Panoramica Zegna in costruzione presso la località ‘Margosio’. In alto a destra il Monte Massaro completamente spoglio e il primo edificio della nascente ‘Colonia Alpina’

Ermenegildo Zegna aveva in mente un turismo familiare, adatto alle sue maestranze, che offrisse loro svago, sport, intrattenimento, ma anche piccole escursioni lungo le falde dei monti Rubello.

Nel 1938 iniziarono i lavori di costruzione dei primi chilometri di strada e nel contempo vennero anche progettati numerosi sentieri che dal Centro Zegna portavano sulle vette dei vicini monti.

Nel volgere di due anni la strada aveva già raggiunto la località di Caulera a 1.080 mt.

Muri di sostegno ‘a secco‘ ed in pietra locale venivano costruiti lungo la strada che nel frattempo fu abbellita con l’impianto delle prime aiuole.

Ampie curve, piccoli viadotti, adeguati spiazzi, poi lungo il Poggio Caulera fu costruito un primo edificio adibito a locanda.

LA PRIMA BOZZA DI PARCO

Erano appena iniziati gli anni ’40 quando, a monte delle frazioni alte di Trivero furono piantate centinaia di migliaia di Abeti rossi.

Lungo la strada si piantarono alternativamente, filari di Faggi, Abeti, Castagni d’India e Tigli.

Vennero quindi messe a dimora Azalee ed Ortensie, e poi centinaia di Rododendri Olandesi o Himalayani.

Il bosco ceduo venne ripulito da rovi e cespugli sostituendoli con Abeti rossi, Larici, Faggi, alcune Thuje e pure Pini Nord Americani.

Furono regimentate le acque e bonificate zone acquitrinose lungo il Rio Baso che venne incanalato.

L’opera di abbellimento del territorio non cessò con l’inaugurazione della strada ma proseguì anche oltre.

IL PRIMO TRATTO DELLA NUOVA STRADA

Durante il periodo bellico i lavori di costruzione della strada e sistemazione del Parco furono interrotti dalla guerra, che raggiunse anche questo territorio.

Ripartirono però spedite nel 1947, utilizzando in forze le maestranze del lanificio.

In breve tempo la nuova strada raggiunse la Bocchetta di Stavello a 1.206 mt.

Qua fu creato un ampio spiazzo, poi adibito a bocciodromo con 70 giochi ed una locanda.

Strada Panoramica Zegna
La Bocchetta di Stavello con i campi da bocce, lungo la strada Panoramica Zegna in una cartolina d’epoca dei primi anni ’60

I lavori proseguirono celermente fino a raggiungere il Monte Massaro dove, nei pressi della Bocchetta di Margosio (1.331 mt) venne costruita una Colonia Alpina estiva a favore degli operai dell’industria tessile biellese.

L’ARRIVO DELLA STRADA A BIELMONTE

Già nel 1951 la prima bozza di strada con due gallerie raggiungeva Bielmonte, dove venne creato un ampio piazzale a servizio della nascente stazione sciistica inaugurata poi nel 1956.

Dopo l’arrivo della nuova strada, già nei primi anni ’60, furono completate le nuove infrastrutture.

La tappa successiva fu il raggiungimento della località Bocchetto Sessera a 1.373 mt, importante punto d’accesso all’alta Valsessera.

LE PRIME COSTRUZIONI

Strada Panoramica Zegna
Lungo la Strada Panoramica Zegna l’Hotel San Bernardo poi diventato Istituto Professionale Alberghiero, in una cartolina d’epoca di fine anni ’50

Tra il 1953 ed il 1954 venne eretto in località Caulera un lussuoso Albergo, il San Bernardo che successivamente, dagli anni ’80 ospitò l’Istituto Professinale Alberghiero ‘E. Zegna’.

Appena di fronte, fu anche costruito un Istituto Provinciale per l’Infanzia abbandonata (trasformato poi in convitto per la scuola alberghiera), in ricordo del nipotino Gianni Zegna morto prematuramente.

Alle falde del Monte Rubello, venne anche costruita la ‘Chiesetta Alpina’ con annessa area pic-nic.

Strada Panoramica Zegna
Lungo la Strada Panoramica Zegna innevata, la caratteristica ‘Chiesetta Alpina’ e sullo sfondo il Monte Massaro in una cartolina d’epoca dei primi anni ’60

Fino al Bocchetto Sessera il tracciato misurava già 14 chilometri e 600 metri.

Al suo completamento fino in Valle Cervo, la Strada Panoramica Zegna misurava 26 chilometri.

Le opere pubbliche volute da Ermenegildo Zegna non si fermarono qua.

I COMPLESSI ABITATIVI

Tra il 1963 ed il 1964 lungo il tratto iniziale della Panoramica Zegna venne costruito un vero e proprio villaggio abitativo destinato alle maestranze del lanificio.

Oggi l’insieme di condomini con architettura di montagna costituisce la frazione Villaggio Residenziale.

Sempre nello stesso periodo, in località Bellavista sorsero 3 condomini ed una Cooperativa di consumo.

LA FINE DI UN’EPOCA

Eremenegildo Zegna morì il 18 Novembre 1966 e venne sepolto in quel ‘Cimitero della Montagna‘ da lui voluto.

Realizzato su progetto di Federico Maggia nel 1956, il cimitero monumentale è disposto a gradoni circolari sopra un piccolo piazzale in cima al Colle del Craviolo a 940 mt d’altezza ed è circondato da un fitto bosco di Abeti rossi.

Da qua una stradina circondata da aiuole scende alla Conca dei Rododendri.

LA CONCA DEI RODODENDRI

Strada Panoramica Zegna
Lungo la Strada Panoramica Zegna le fioriture dei Rododendri Olandesi presso il tornante del ‘Villaggio Residenziale’

Tra il 1959 ed il 1979 l’architetto Pietro Porcinai venne incaricato di progettare alcune oasi di verde all’interno del Parco che costeggia la Strada Panoramica Zegna.

Il primo intervento fu fatto nella valletta del Rio Baso, oggi detta la Conca dei Rododendri.

PER APPROFONDIRE SULLA CONCA DEI RODODENDRI E LE FIORITURE LUNGO LA PANORAMICA ZEGNA CONSULTA QUESTO ARTICOLO

LE FIORITURE DEI RODODENDRI DI VALDILANA-OASI ZEGNA

Nella parte alta un viale alberato da Tigli, Platani e Castagni d’India.

Un piccolo prato ospita fioriture di Giunchiglie, Narcisi e Camelie invernali.

Poco sotto un boschetto di Ciliegi Giapponesi da fiore, poi il resto della valletta è ricoperto da Ortensie ma soprattutto da Rododendri Olandesi.

Il Parco è poi abbellito da alberi di Faggio Rosso ornamentale.

In tempi recenti, la Conca dei Rododendri è stata riprogettata e ricostruita dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone.

I POGGI PANORAMICI

Strada Panoramica Zegna
Lungo la Strada Panoramica Zegna presso la Bocchetta di Margosio con il poggio con vista sul Monte Rosa e Monte Mischabel in territorio svizzero

Tra le peculiarità principali di questa strada, vi è senza dubbio la posizione panoramica che è all’origine del suo nome.

Tutto il tratto che costeggia le locali montagne si trova infatti oltre i 1200 mt a poco meno di un centinaio di metri dalle vette.

Per rendere più fruibile il vasto panorama che si apre sulla Pianura Padana Piemontese, Lombarda ed Emiliana vennero creati degli appositi poggi.

LE CIME ALPINE ED APPENNINICHE

Piccoli spiazzi dove poter parcheggiare l’auto per godere dell’immenso panorama.

A Nord lo splendore del Monte Rosa e del vicino massiccio del Mischabel sopra a Saas Fee in svizzera.

Strada Panoramica Zegna e Monte Rosa
Il massiccio del Monte Rosa all’alba, dalla bocchetta di ‘Margosio’ lungo la Strada Panoramica Zegna

Il panorama a Sud in lontananza propone ad Ovest le vette del torinese, il Monviso, l’Argentera, il Marguareis e le Alpi Marittime.

A Sud l’Appennino Ligure con il Passo del Turchino ed il Monte Beigua.

Più in là il Monte Penice e l’Appennino Emiliano.

Ad Est invece lo sguardo spazia dal Monte Guglielmo nei pressi del Lago di Garda al Monte Resegone di Manzoniana memoria.

Alpi Lombarde, Monte Generoso visto dalla Panoramica Zegna
Le Alpi Lombarde con il Monte Generoso (Svizzera) ed il Varesotto visti dalla Panoramica Zegna

Poco più a Nord le Grigne, il Monte Legnone ed alle sue spalle l’Adamello, il Monte Disgrazia e le Alpi Retiche tra Valtellina, Grigioni e Misox con il Pizzo Tambò e le Alpi Lepontine.

Presto su Valdialana.info potrai trovare una apposita sezione dedicata proprio ai panorami che si possono osservare dalla Panoramica Zegna con didascalia di tutti i monti visibili, dalle Alpi all’Appennino.

LE GRANDI CITTÀ

Ai piedi dei monti, Torino, Vercelli, Novara, Pavia, Milano, Varese, ed incastonato tra i colli anche Chiasso e parte del Sottoceneri.

Varesotto-Comasco e Monte San Primo dalla panoramica Zegna
Le città del Varesotto e Comasco e sullo sfondo il Monte San Primo presso il Lario visti dalla Panoramica Zegna

Un panorama che rimase ben fruibile fin tanto che la Strada Panoramica Zegna non venne declassata da Strada Statale a Strada Provinciale,

Fu allora che i poggi vennero chiusi per ‘ragioni di viabilità’.

Vuoi perciò per l’impossibilità di fermata lungo la strada, vuoi perché nel frattempo gli alberi a valle dell’asse viario sono cresciuti parecchio, sta di fatto che oggi il panorama rimane fruibile soltanto da pochi punti, o meglio dalle cime sovrastanti.

Oltretutto, la Strada Panoramica Zegna, dopo esser stata per decenni importante Strada Statale, è anche stata ingloriosamente declassata dalla Provincia di Biella, in strada provinciale secondaria senza alcuna priorità.

Questo declassamento, nonostante la strada rimanga ancora una delle più importanti arterie turistiche del Biellese.

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